Incentivi fiscali: Credito d'imposta e industria4.0

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Pubblicato il: 16.10.2020

Non perdere l’occasione di sfruttare gli incentivi fiscali per diversificare il suo business

Visto il periodo molto duro e la consapevolezza che tante aziende ancora non sanno bene come poter sfruttare gli incentivi ancora in tema di innovazione tecnologica e acquisizioni di beni strumentali atti ad essa, abbiamo deciso di riportare qui un breve sunto. 

Fermo restando che per avere maggiori informazioni per capire se la vostra azienda possa o meno usufruire di queste agevolazioni dobbiamo rivolgervi al vostro commercialista, vi assicuriamo però che le nostre macchine rientrano a pieno titolo nella categoria di acquisto Industria 4.0.

L’industria 4.0 è un insieme di norme, strategie e veicoli volte ad una digitalizzazione sempre maggiore delle imprese; per questo motivo la Legge di Bilancio 2020 ha previsto una serie di incentivi e agevolazioni a favore delle imprese cosiddette 4.0.

La legge di Bilancio, in particolare, ha previsto dei benefici fiscali per le imprese  in materia di Industria 4.0 che hanno come obiettivo quello di agevolare e promuovere l’innovazione tecnologica. 

In questo modo, attraverso le agevolazioni fiscali previste dalla Legge, le imprese possono ottenere dei vantaggi in termini di snellimento delle procedure e miglioramento dell’efficienza produttiva, grazie ad una digitalizzazione e ottimizzazione dei processi aziendali.

Le agevolazioni fiscali del 2020 rivolti alle imprese sono di 3 tipi:

  • Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali;
  • Credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo ed innovazione tecnologica 
  • Credito d’imposta per la formazione 

Industria 4.0.: credito d’imposta per investimenti in beni strumentali

La legge di Bilancio 2020 sostituisce le precedenti misure di super e iper ammortamento con un nuovo credito d’imposta per le spese sostenute dalle imprese in investimenti in beni strumentali. 

Il nuovo credito d’imposta ha come obiettivo quello di agevolare la transizione digitale e tecnologica delle imprese e di accrescere le competenze connesse al compimento di tale transizione. 

Secondo quanto previsto dall’art. 1 della legge, comma 185, il credito d’imposta è riconosciuto alle imprese che effettuano effettuano investimenti in beni strumentali nuovi –  ivi compresi i beni immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica secondo il modello Industria 4.0 – destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato.

A una condizione: tali investimenti devono essere effettuati nel periodo compreso tra il 1.01.2020 ed il 31.12.2020 ovvero entro il 30.06.2021, sempre che entro la data del 31.12.2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione. 

Questi termini hanno subito una proroga di 6 mesi a causa della pandemia, come previsto dal DL cura Italia.

Imprese beneficiarie dal credito d’imposta 

Le imprese che possono beneficiare di questo credito d’imposta sono tutte le imprese con sede in Italia, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito.

Sono ammessi all’applicazione di tale credito d’imposta, fino a un 6% del costo e sino alla soglia di 2 milioni, anche gli esercenti arti e professioni e i soggetti in perdita e in regime forfettario.

Le imprese, che, invece, non possono accedere al credito d’imposta sono:

  • le imprese in crisi, ovvero quelle in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o altra procedura concorsuale prevista dalla Legge fallimentare o da altre leggi speciali o che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una delle situazioni sopra citate;
  • le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ex art. 9, comma 2, del D.lgs. 8.06.2001 n. 231);

Le agevolazioni riguardano gli investimenti per 3 tipologie di beni.

  1. Beni materiali nuovi,
  2. strumentali all’esercizio d’impresa,
  3. funzionali alla trasformazione tecnologica secondo il modello Industria 4.0.

Per tale tipologia di beni è previsto una misura differente del credito d’imposta:

  • per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro è prevista un’aliquota del 40%;
  • per gli investimenti compresi tra 2,5 milioni ed 10 milioni è prevista un’aliquota al 20% del costo sostenuto per l’acquisto.
  • Beni immateriali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa,

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La seconda tipologia di beni comprende i beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali “Industria 4.0”, contenuti nell’allegato B della legge di bilancio 2017.

Per tali beni è previsto un limite massimo di investimento pari a 700 mila euro e il credito d’imposta previsto è del 15% del costo dello stesso.

Industria 4.0: credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo e innovazione tecnologica

La Legge di Bilancio 2020 prevede anche agevolazioni sotto forma di credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo e innovazione tecnologica, al fine di supportare la competitività delle imprese.

Anche per questa tipologia di investimenti, i soggetti beneficiari/esclusi dall’agevolazione sono gli stessi previsti per la prima tipologia del credito d’imposta, con le medesime restrizioni temporali.

Tipologie di attività

La legge stabilisce 3 tipologie di attività comprendenti che possono beneficiare, in misura differente, di questo credito d’imposta:

  1. attività di ricerca e sviluppo;
  2. attività di innovazione tecnologica;
  3. attività di design e ideazione artistica.

 Industria 4.0: credito d’imposta 2020 per la formazione

La legge di Bilancio, nell’ambito dell’Industria 4.0, prevede agevolazioni anche per gli investimenti delle imprese destinati alla formazione.

Si parla, nello specifico, del cosiddetto Bonus formazione 4.0, che può essere richiesto per tutte le spese di formazione del personale dipendente finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale previste dal Piano nazionale Impresa 4.0, come big data, analisi dei dati, cloud, cyber security, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo macchina, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali, attività previste dall’art. 1, comma 210 della Legge.

Il credito d’imposta può essere richiesto da tutte le imprese, a prescindere dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano, nonché dal regime contabile adottato, ma varia in base alla dimensione dell’impresa.

In particolare:

  • le imprese di piccole dimensioni possono usufruire di un’aliquota pari al 50% delle spese ammissibili per un limite massimo annuale di  300 mila euro;
  • le medie imprese hanno diritto a un credito di imposta pari al 40% delle spese ammissibili, per un limite massimo annuale di 250 mila euro;
  • le grandi imprese un credito d’imposta del 30% delle spese ammissibili per un limite massimo annuale di 250 mila euro.

Con la nuova disciplina, inoltre, il credito d’imposta sarà riconosciuto, pur mantenendo i limiti massimi annuali, nella misura del 60% se i destinatari delle attività di formazione sono lavoratori dipendenti svantaggiati o ultra svantaggiati.

Il 2020, dunque, ha portato delle novità nell’ambito delle agevolazioni fiscali a favore delle imprese. La manovra, che va verso la direzione dell’Industria 4.0, vuole favorire e supportare le imprese nel processo di trasformazione digitale. 

Siamo all’interno della quarta rivoluzione digitale e si va verso un’ulteriore evoluzione, che è quella delle automazioni dei processi aziendali al fine di favorire lo scambio di enormi quantità di dati in tempo reale e di facilitare il controllo di tutti i processi aziendali.

Tutto a vantaggio della produttività delle imprese.

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